CHTULUCENE FASCISTA

 Salvini & C. hanno ragione: nella società ipertecnicista - o società transumana, o società della Grande Macchina, o società della Rete, espressioni che si equivalgono - non può esistere il diritto di sciopero.


Non può esistere il conflitto, il dissenso, la ribellione; non può esistere la differenza; non possono esistere dissidenti di alcun tipo, non possono esistere neanche un reale dibattito, una reale contrapposizione di idee, punti di vista e ideali e interessi e desideri e progetti e sogni e obiettivi e visioni del mondo della vita e della società differenti, e quindi non può esistere neanche una reale opposizione: cioè una reale cultura sociopolitica (o spirituale, esistenziale, artistica, economica: eccetera) alternativa.

Lo si è visto, molto chiaramente, e già del tutto in atto, per esempio nel periodo del Covid.

Forse qualcuno non se ne è ancora accorto, o finge di non accorgersene, ma l'intero mondo della seconda metà del '900, e tutto ciò, ma proprio tutto, su cui era fondato quel mondo (cultura, politica, società, economia e lavoro, etc) è stato completamente superato e annientato da almeno due decenni, se non qualcosa di più.

E questa trans-izione a qualcosa di completamente inedito e altro - post-umano e post-democratico - ha marciato e marcia (o precipita, piuttosto) in maniera esponenzialmente  sempre più rapida. 

I cambiamenti / annientamenti sono esponenzialmente sempre più veloci.

La post-società transumana della Grande Macchina diventa sempre più "perfetta", e sempre più velocemente.

E' un'accellerazione esponenziale verso l'abisso.

(O verso lo schianto?)


Nella società della Grande Macchina, o della Rete, non può esistere il diritto di sciopero, né può esistere alcun altro diritto, né, in prospettiva, lo stesso Diritto in quanto tale, perché la società ipertecnicista "funziona" come un unico Grande Orologio Automatico Globale, "regolato" e "organizzato" unicamente in base a criteri macchinico-cibernetico-efficientisti - in base al  c a l c o l o  del  "h o w "  più performativo, efficace, "razionale", redditizio-utile e tecnicamente-economicamente f u n z i o n al e - e non può che "funzionare" così, "funziona" necessariamente così. 

Lo sciopero è un bug, i dissidenti sono errori di sistema, lo sciopero generale è un virus, dai sintomi molto gravi ed estremamente virulento. O dagli effetti cibernetofagi disastrosi.


I singoli ingranaggi  (tutti e tutto; o quasi) semplicemente devono fare gli ingranaggi, e "funzionare" come tali, "perfettamente", 24 h su 24 h, in maniera perfettamente (sempre più perfettamente) sincronizzata al millesimo di secondo, perfettamente organizzata in senso collettivistico-macchinico totale, come "pezzi", del tutto intercambiabili, e perciò del tutto sostituibili in qualsiasi istante, e del tutto ridotti alla loro FUNZIONE.

Lavorativa, economica, sociale.

Soprattutto lavorativa (dove qualsiasi cosa, compreso il consumo e il tempo sedicente "libero", è stata ridotta a lavoro, a produzione, a performance efficientista).


In prospettiva, e non può che andare così, perché è la logica di questa società, che vediamo già in atto e già a uno stadio molto avanzato, nella società della Rete perfetta, verso cui stiamo muovendo a gran passi trionfalistici di marcia forsennata, in maniera perfettamente olografica, telegenica, spettacolare, performativa, "positiva", produttiva, efficiente e "fattiva" - in prospettiva, dicevo, non potrà più esistere neanche una traccia non soltanto del diritto di sciopero, della libertà di opinione, di stampa e di qualsiasi,altro diritto; ma non potrà più esistere neanche una pallida traccia di un   P E N S I E R O   che si discosti in qualsiasi misura dal programma che regolerà in ogni dettaglio l'intero meccanismo globale.

Tutto sarà automatica esecuzione irriflessa di input cibernetici, in serie meccaniche e necessarie, tutte strettamente interconnesse, di stimoli-reazioni rigidamente organizzate in senso collettivistico-cibernetico-panoptico.

L'uomo sarà ridotto a nient'altro che un puro schiavo-automa noncosciente, del tutto passivo e programmato, perfettamente "fattivo"/performativo.

Ci stiamo avvicinando sempre più velocemente a questo.

Ci siamo già, per moltissimi versi.


Q U E S T O  è la Rete.


Quindi? Rinunciamo a tutti i nostri diritti (e innanzitutto a quelli lavorativi, accettando di essere sfruttati in maniera sempre più brutale e schiavistica-androide), alla democrazia, alla libertà di pensiero, e di conseguenza (e necessariamente) all'intera cultura, allo stesso pensiero, alla stessa vita e coscienza e società umane, ad avere desideri, idee, volontà, emozioni, sogni, conflitti passioni  n o s t r i - di individui?


E in nome di che? Del Grande Orologio Globale, da servire come dei dementi automatici?

Nel nome della "sicurezza", della "comodità" e del "benessere"?

Quale "sicurezza"? Quale "comodità"?

E soprattutto quale "benessere"?


Anche tutto ciò esiste sempre di meno, e verrà completamente annientato.

Il Titanic di "divertimento", spettacolo, consumismo, "comodità", "sicurezza" (molto relativa, e sempre meno) si toglierà ben presto la maschera mostrando il suo vero volto di lager, di campo androide di lavoro forzato meccanico, di campo di sterminio.


Lo sta già facendo; lo si è visto platealmente per esempio nel periodo della pandemia; e lo si vede oggi nell'ultra-autoritarismo iper-efficientista, integralista, ultra-securitario e ultra-tecnicista/economicista dell'attuale governo, tra "merito" annientatore di cultura formazione sapere scuola e università, istituzioni totali / lager sempre più diffusi per stranieri (e non solo per stranieri), messa in discussione dei diritti al divorzio, alla contraccezione e all'aborto (cioè della libertà sessuale e sentimentale di tutti e tutte) ultime picconate devastatrici allo stato sociale, in una situazione di povertà anche estrema che dilaga a gran macchia d'olio, e ultimi assalti ai diritti dei lavoratori, fino al recente quasi-divieto di sciopero, per fare solo un esempio tra tanti.


Chi e cosa non serve (persone, paesaggi, cultura, libri, tracce del passato, diritti, differenze (per esempio sociali, culturali, linguistiche, esistenziali, controculturali, etc),  comunità, lingue, biodiversità, molteplicità esistenziale, spirituale, artistica, etc) nella logica del Grande Orologio, lo si brucia, e non può esistere alcun motivo per cui non bruciarlo.


E chiunque può, da un istante all'altro, "non servire", non esistono garanzie per nessuno.


Quindi?


Rinunciamo a tutto - ma proprio a tutto - per fare gli schiavi della matrix? della Rete?


NO!! : Rinunciamo alla Rete - alla società ipertecnicista -  per difendere la nostra vita e la nostra libertà!!!!


E' una scelta obbligata, per chiunque non voglia essere definitivamente annientato, cancellato e ridotto a un meccanico schiavo-ingranaggio-automa esecutore di app.



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